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Terrecotte e archeometria

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Lo studio della coroplastica arcaica e classica della Sicilia greca è stato impostato, sino ad oggi, prevalentemente sull’aspetto storico-artistico. Questo costituisce, senza dubbio, il momento imprescindibile del percorso di studio, quale punto di partenza nell’analisi di tale materiale, ma non può tuttavia esaurire l’aspetto metodologico della ricerca. La necessità di individuare e differenziare i diversi centri produttori, le loro peculiarità tecniche ed artistiche, la circolazione di modelli e le dinamiche di reinterpretazione, sono aspetti essenziali per procedere ad una storicizzazione del fenomeno artistico.

In questo settore di studio, le indagini archeometriche, ancora sottoutilizzate rispetto ad altri campi, quale quello degli studi ceramici, ad esempio, promettono di dare risultati di grande interesse soprattutto nell’individuazione degli ateliers locali e nell’approfondimento di alcuni aspetti tecnici delle produzioni. Il caso-studio di partenza è quello della stipe di Piazza San Francesco a Catania, nell’ambito della quale è possibile individuare un discreto nucleo di importazioni, soprattutto greco-orientali, d’età arcaica ed una consistente produzione locale che dal tardo-arcaismo sembra continuare ininterrottamente (nonostante le vicende storiche che segnarono la città) sino al III sec.a.C. La presenza di alcuni ateliers stilisticamente ben connotati, che producevano per il consumo interno e probabilmente per l’esportazione nei centri vicini, è la base da cui partire per riprendere e sviluppare il discorso sui centri creatori della Sicilia orientale. Nel caso di Catania, è in corso un progetto di ricerca multidisciplinare sulle terrecotte di tipo greco-orientale analizzate con il metodo dell’attivazione neutronica (NAA) in collaborazione con Michael Kerschner e Hans Mommsen per l'individuazione dei centri di produzione degli esemplari importati. Di recente, un nuovo progetto di ricerca è stato avviato in collaborazione con Lighea Pappalardo e Paolo Romano dell'IBAM-CNR   in convenzione con il LANDIS dell'INFN, per identificare dal punto di vista delle argille le caratteristiche della produzione locale della greca Katane; Attualmente sono in corso analisi non distruttive attraverso metodi spettroscopici e analisi distruttive di esemplari d'età arcaica, sia d'importazione che di produzione locale. La possibilità di analizzare in via comparativa altri materiali di produzione locale, in gran parte dal medesimo contesto, costituisce una buona base sulla quale impostare le analisi. 

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