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La coroplastica di Katane

Il contesto e la ricerca

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Lo studio della coroplastica di Katane è parte di un più ampio progetto di ricerca che riguarda tutti i materiali, sia ceramici che coroplastici, provenienti dalla stipe votiva di Piazza San Francesco a Catania. Il progetto vede la partecipazione di diversi studiosi e si svolge con il coordinamento scientifico del Prof. Giovanni Rizza, emerito dell'Università di Catania, e in collaborazione con la Soprintendenza di Catania con la quale è in corso un progetto per la redazione della carta archeologica della città antica, nell'ambito del quale la stipe occupa un ruolo di grande importanza. 
La stipe votiva, rinvenuta nel 1959 da Giovanni Rizza nel corso di uno scavo condotto nel centro della moderna città di Catania per la sistemazione di un condotto fognario, è oggi uno dei più importanti e ricchi complessi votivi dell'Occidente greco. I materiali rinvenuti coprono un arco cronologico che va dalla fine del VII a tutto il IV sec. a.C. Per la presenza di un notevole nucleo di statuette di offerenti di porcellino d'età classica, la stipe votiva fu immediatamente collegata al santuario di Demetra e Kore conosciuto dalle fonti antiche e localizzato nell'area dell'odierna via Crociferi, a poca distanza dal teatro greco e romano. Gli scavi condotti dalla Soprintendenza BB.CC.AA. in anni recenti hanno consentito di ottenere ulteriori informazioni riguardo l'estensione dell'area sacra.
Il nucleo dei materiali rinvenuti ammonta a più di 15.000 esemplari tra ceramica e coroplastica. Particolarmente ricca appare la facies arcaica, nella quale spiccano, tra le importazioni, ceramica corinzia, attica, laconica, greco-orientale, "ionica", calcidese; presente anche una notevole quantità di ceramica di produzione locale.
La coroplastica, che copre l'intero arco cronologico del deposito votivo, dalla fine del VII a tutto il IV sec. a.C., con una notevole varietà tipologica e stilistica, offre la possibilità di studiare la nascita e lo sviluppo di uno stile locale. Il nucleo delle importazioni appare quantitativamente cospicuo ed è costituito soprattutto da materiali greco-orientali, dai quali prende avvio la produzione locale che, per il periodo arcaico, offre una ricca serie di korai, molte delle quali ispirate a modelli attici ed una serie numerosa di protomi. In età classica, la classe delle offerenti di porcellino è rappresentata da una ricca varietà di tipi, dai più semplici ai più elaborati e originali.
A dispetto della ricchezza del deposito votivo, non è stato possibile raccogliere, al momento dello scavo - svolto in condizioni d'emergenza e reso ancora più complesso dalla presenza di una falda acquifera sotterranea -, alcuna indicazione stratigrafica. Il materiale venne quasi "pescato" nel fango affiorante nella lunga trincea scavata lungo la via Vittorio Emanuele. Resta tuttavia la certezza che la stipe votiva recuperata è solo parte di un grande deposito votivo che ancora giace sotto la Catania moderna. 

La coroplastica greco-orientale

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  Gli esemplari di coroplastica greco-orientale dalla stipe di Piazza San Francesco a Catania sono diverse centinaia e comprendono sia statuette che vasi configurati. La ricchezza e la...

La coroplastica greco-orientale: photogallery

La coroplastica greco-orientale: photogallery - Figuredargilla
Selezione di alcune tipologie presenti nella stipe di Katane.

Terrecotte a mano e in tecnica mista

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  Lo studio delle terrecotte lavorate a mano o in tecnica mista è stato di recente affidato a Vanessa Chillemi della Scuola di Specializzazione dell'Università di Catania....

La produzione locale

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